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L’organizzazione della rete commerciale

Strutture su misura e incentivi mirati: come multinazionali e PMI costruiscono reti commerciali efficienti e orientate alla crescita.

Modelli Organizzativi delle Reti Commerciali



1. Struttura Gerarchica Tradizionale

Una catena di comando chiara, con decisioni centralizzate.

  • Multinazionali: Coca-Cola gestisce la propria rete globale con una struttura gerarchica che facilita il controllo su prodotti standardizzati.

  • PMI: Piccole imprese artigianali, come produttori di moda locale, possono utilizzare questo modello per mantenere una supervisione diretta.

Questo approccio è ideale per mercati altamente standardizzati e richiede forte controllo operativo.


2. Struttura Divisionale

Un’organizzazione segmentata per prodotto, area geografica o settore cliente.

  • Multinazionali: Apple utilizza divisioni per linee di prodotto come iPhone e Mac, garantendo focus e innovazione.

  • PMI: Un produttore di attrezzature fitness può dividere il team per mercato (palestre vs negozi specializzati).

Consente specializzazione e adattamento a mercati complessi, ma richiede investimenti maggiori in risorse dedicate.


3. Modello Basato sui Partner

Reti di distributori e affiliati esterni per ridurre costi e ampliare la copertura.

  • Multinazionali: Microsoft sfrutta una rete globale di partner per vendere e implementare soluzioni tecnologiche.

  • PMI: Aziende alimentari biologiche si affidano a negozi specializzati e distributori locali per raggiungere nuovi mercati.

Adatto per una crescita rapida con investimenti contenuti, mantenendo flessibilità operativa.


4. Struttura a Matrice

Combinazione di criteri come prodotto e area geografica per contesti complessi.

  • Multinazionali: Procter & Gamble adotta una matrice per gestire il portafoglio prodotti in più mercati.

  • PMI: Aziende di software possono organizzare vendite per settori e aree geografiche, garantendo coordinamento.

Ideale per settori ad alta personalizzazione, ma complesso da implementare.


5. Struttura a Rete

Collaborazioni esterne con distributori e partner logistici.

  • Multinazionali: Amazon utilizza una rete di partner per garantire consegne rapide e copertura globale.

  • PMI: Piccoli e-commerce possono sfruttare magazzini condivisi e corrieri per espandersi rapidamente.

Perfetto per mercati dinamici e in rapida evoluzione.



Sistemi di Incentivazione per Reti Commerciali: Modelli, Curve e Bonus

L’incentivazione delle reti commerciali rappresenta un pilastro strategico per il successo aziendale. Un buon sistema di incentivi motiva i venditori, aumenta le performance individuali e allinea gli obiettivi operativi a quelli strategici. La scelta del modello e della tipologia di incentivi dipende dal contesto aziendale, dalla complessità dei prodotti e dalla cultura organizzativa.


Modelli di Incentivazione

I modelli di incentivazione delle reti commerciali si basano sulla relazione tra le performance del venditore e le ricompense. Tra i principali, troviamo:

  1. Commissione Diretta: Percentuale su ogni vendita. È semplice e immediato ma rischia di focalizzarsi solo sui volumi.

    • Esempio: Settore immobiliare.

    • Vantaggio: Chiarezza e trasparenza.

  2. Obiettivi Cumulativi: Gli incentivi si attivano solo al raggiungimento di determinati target periodici.

    • Applicazione: Settore farmaceutico, dove i premi sono legati a prescrizioni raggiunte (Kotler et al., 2018).

  3. Scala Progressiva: Percentuali crescenti al superamento di soglie specifiche.

    • Esempio: Vendite di auto, dove chi supera i 20 pezzi guadagna una percentuale più alta (Brown e Peterson, 1994).

  4. Incentivi per Qualità: Premiano parametri come il grado di soddisfazione del cliente (Reichheld, 2003).

    • Esempio: Utilizzo del Net Promoter Score nei settori del lusso.


Curve di Incentivazione

La progettazione delle curve di incentivazione influisce sul comportamento dei venditori:

  1. Lineare: Ogni unità venduta genera una ricompensa proporzionale. È semplice ma meno motivante per superare i target.

  2. Esponenziale: Incentivi crescenti al superamento di soglie. Estremamente motivante per obiettivi ambiziosi, ma penalizzante per i venditori meno performanti.

  3. Non Lineare: Combina bonus fissi e variabili, utilizzata da aziende come IBM per stimolare la fedeltà e il raggiungimento di performance elevate.

  4. A Campana: Ricompense massime per livelli di performance ottimali, ridotte in caso di eccessi o deficit.


Tipologie di Bonus

I bonus possono essere monetari, materiali o di lungo termine:

  1. Monetari: Premi diretti in denaro.

    • Esempio: Salesforce offre premi cash ai venditori che superano il 120% degli obiettivi (Harvard Business Review, 2020).

  2. Non Monetari: Gadget, viaggi o premi esperienziali.

    • Esempio: American Express premia i migliori agenti con viaggi esclusivi (McCarthy, 2017).

  3. Di Lungo Termine: Come stock option, utilizzate da aziende come Google per motivare a lungo termine e trattenere talenti.


Considerazioni pratiche

Un sistema di incentivazione efficace combina obiettivi quantitativi e qualitativi, con strumenti diversificati. Ad esempio, Unilever adotta commissioni progressive per favorire la penetrazione di nuovi prodotti, mentre HSBC lega i bonus alla fidelizzazione dei clienti. Le curve di incentivazione dovrebbero essere progettate per premiare le eccellenze senza penalizzare eccessivamente chi non raggiunge i massimi target (Holtrop et al., 2017).

L’adozione di modelli misti e il monitoraggio continuo permettono di ottimizzare gli incentivi, adattandoli alle dinamiche di mercato e alle esigenze del team.


Conclusione: Qual è il Modello Ideale?

Non esiste una soluzione unica: la scelta dipende dalla natura del prodotto, dal mercato target e dagli obiettivi aziendali. Mentre le multinazionali possono permettersi strutture complesse, le PMI traggono vantaggio da modelli scalabili come reti di partner o divisioni geografiche.

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